Tappa 1
Capanna Pian d’Alpe - Rifugio Gana Rossa
Dalla capanna Pian d’Alpe si segue il sentiero bianco – rosso che attraversa radure e raggiunge la Bassa dei Cantòi (1936 m), da qui si segue il dosso caratterizzato da un bosco rado intercalato a prati e piccoli biotopi sino raggiungere la cresta più aperta che porta alla vetta del Matro (2172 m) sulla quale si trova una grande stazione per le telecomunicazioni. Lo sguardo corre verso nord lungo la cresta che divide le due vallate, il percorso segue sempre questa dorsale, un filo conduttore con diversi sali scendi che tocca più vette. La bassa vegetazione solcata da sentierini frammisti a tratti in cresta permette di raggiungere Cogn (2166 m) e Pianca Bella (2164 m), si cammina accompagnati da un ampio panorama sui fondovalle e sulle catene limitrofe: verso Sud si scorge la grande antenna del Matro che si allontana e verso Nord si avvicina la vetta del Pizzo Erra. Arrivati alla Croce di Sasso (2132 m) l’emozione è grande per questo manufatto risalente a metà ‘800 che dall’alto domina la Leventina, ma ben presto ci si confronta con altre costruzioni più imponenti e moderne, sono i ripari valangari posti sul pendio Sud-Ovest - ma anche sul filo di cresta - che ci accompagnano sino alla quota 2226 m che è l’anticima del Pizzo Pianchè (2228 m). Abbandonato l’ometto di cima si discende una pietraia per raggiungere la Bassa del Laghetto (2129 m), da questo valico si abbandona il sentiero bianco – rosso che scende in Valle di Blenio all’Alpe Tarch e si preferisce quello bianco – blu che si dirama lungo ampi pendii erbosi, passa a lato delle quote 2204 e 2307 m per poi raggiungere un ultimo risalto roccioso (1 corda da 20 m, facile e non esposto) dal quale in breve si scorge l’ampia scultura in ferro posta sulla cima del Pizzo Erra (2416 m). La cresta diventa più stretta e rocciosa, la si percorre comunque sempre camminando senza utilizzare le mani, e si procede sopra i ripari valangari disseminati sul versante Leventina, si passa dalla quota 2366 m (dove si trova una particolare scultura in pietra bianca) e si raggiunge poi la vetta del Pizzo Alto (2356 m). Si segue sempre la cresta notando che i sostegni della neve sottostanti passano da quelli in metallo situati tra il Pizzo Erra e il Pizzo Alto ad antichi muri in sasso costruiti con grande perfezione e precisione: ci troviamo oramai sul Pizzo Caslett (2293 m). La dorsale presenta ancora alcune pietraie ma ben presto si immerge nella bassa vegetazione e nei pascoli sino raggiungere il Passo Crastumo (2117 m), ampio valico solcato da piccoli sentierini e tracce di passaggi, grazie ai quali si risale un ennesimo ripido pendio che porta ai 2300 metri della stazione meteorologica posta sulla vetta del Motto Crostel (poco sotto questa vetta si trova il centro cardinale della Svizzera). Per questa tappa le salite sono terminate, bisogna attraversare una pianeggiante valletta erbosa che porta al Mottarone (2286 m) e da qui seguendo la ripida dorsale si raggiunge la Bassa di Nara (2122 m) dove è ubicato il rifugio.