Tappa 2

Rifugio Bassa di Nara - Rifugio Gana Rossa

Dalla Bassa di Nara si segue la dorsale che si alza verso il Pizzo di Nara (2231 m), nella prima parte percorre ampi pascoli poi compaiono alcune roccette che si aggirano facilmente, nei pressi delle Gane di Sasso Sprügh la cresta diventa più affilata e vi sono alcuni passaggi più esposti ma mai difficili (presenti alcune corde di sicurezza). Si raggiunge la sella a quota 2247 m (marcata con un palo di legno, situazione anno 2025), questo punto può essere una via di entrata o uscita della cresta sfruttando le tracce di sentiero verso la Valle di Blenio (capanna Piandios), ma anche la traccia di sentiero sul lato Leventina che si stacca dalla cresta nei pressi del Pizzo Nara, percorre il versante occidentale di questa cima ed evita tutta la cresta. Dalla sella si procede ancora per 200 metri sulla cresta i cui passaggi più impegnativi sono assicurati da corde fisse. A circa 2350 metri si abbandona la cresta per un sentierino aereo che attraversa tutto il versante orientale del Poncione di Nara (2433 m), si tratta di una lunga (400 m circa) traversa su ripidi pendii frammisti ad erba, terra e piccole rocce nel quale si trovano diverse corde fisse per rendere più sicuro il cammino. La parte finale della traversa si svolge principalmente su pendii erbosi dove un zigzag del sentiero porta a un caratteristico sasso bianco posto sulla cresta Sud-Ovest del Pizzo Molare. Questo gendarme composto da bianca dolomia (molto bello e spettacolare) dà il nome alla bocchetta che si raggiunge sulla cresta, ovvero Bocchetta di Sasso Bianco (2414 m). Ora non resta che risalire la comoda e ampia cresta erbosa nella quale vi sono dei sentierini scavati dalle pioggie nel terreno, per raggiungere la grande croce del Pizzo Molare (2585 m). La discesa dalla vetta più importante di questa tappa percorre un pendio erboso sino raggiungere l’ampia sella a quota 2414 m, la salita sul versante opposto si svolge su ripidi e faticosi pendii erbosi, dopodiché piega a destra (Nord) sfruttando delle crepe nel terreno erboso che si prestano a diventare dei comodi sentieri, così da aggirare sul versante est la Punta di Stou (2566 m ) raggiungendo la bocchetta a nord di questa elevazione posta a circa 2547 m. Un pendio detritico sul lato Leventina composto da terra e pietraie malferme porta alla bocchetta a 2469 m da dove si segue la dorsale ricca di pietraie sino al Pizzo Bareta 2501 m. Questa zona è caratterizzata da ampie pietraie malferme, infatti dalla vetta del Pizzo Bareta bisogna scendere uno scomodo pendio con diversi sassi per risalire un piccolo pendio sull’altro versante della valletta che conduce alla quota 2432 m dove si ritrova la cresta più pulita da detriti ma comunque composta sempre da massi a volte instabili. Per 400 metri si segue questo filo, più sotto si intravvedono i segni bianco – blu del sentiero basso che collega il Passo Bareta al rifugio Gana Rossa, infatti ben presto la tappa della Via Alta si congiunge con questo sentiero di mezza montagna nel punto quotato 2373 m. È sempre la cresta principale di confine tra Blenio e Leventina che ospita l’itinerario, si passa da alcuni dossi a parti più strette della cresta con brevi muretti da salire in arrampicata, si supera la quota 2450 m per poi scendere dolcemente alla Sella di Ör Languosa (2358 m), dalla quale in breve seguendo il percorso della linea di alta tensione si raggiunge il rifugio Gana Rossa (2272 m).