Tappa 5A

Capanna Cadlimo – Val Canaria - Passo del San Gottardo

Dalla capanna Cadlimo si segue il sentiero bianco-rosso che scende verso Airolo, lungo vallette e cenge frammiste a rocce si raggiunge la Bocchetta di Cadlimo, da qui il sentiero si dirama zigzagando tra rocce, placche e blocchi sino raggiungere la quota 2411 m, dove vi è un incrocio di 4 sentieri (Cadlimo, Madrano, Val Canaria, Passo Bornengo). Si sceglie il tracciato sempre bianco rosso in direzione Val Canaria, sino raggiungere il pianoro erboso di Pian Bornengo dove su un piccolo ponticello si attraversa il fiume. Si passa a lato del dosso 2286 m e si incrocia ancora una volta il fiume in prossimità di lisce placche rocciose.

In questo punto non si prende il sentiero bianco – blu che sale al Lago della Froda e al Pizzo Barbarera (Vedi Variante “Barbarera” di questa Via Alta), ma si continua lungo il sentiero bianco – rosso che discende i pascoli erbosi a lato di una bella cascata. Si percorre sempre in discesa la parte alta della Val Canaria, alcune traverse su pietraie (sotto vi sono dei bellissimi pozzi sul fiume, luogo ideale per un bagno e una pausa rigenerante) portano ai pascoli di Quartina, si passa a lato di un rudere (resti di muri di una cascina) e poi il sentiero diventa più largo, percorre la stretta della gola in località “Stabbio delle Pecore” così da raggiungere il fondo della valle, attraversare il fiume e toccare la strada sterrata in località Bassa della Froda nei pressi del palo con i cartelli indicatori. Si segue la strada sterrata per 2 km che passa dalle case a 1688 m (fontana con acqua potabile) e raggiunge il bivio con il cartello indicatore in località “Ponte di Ronco” (1625 m). Si abbandona la strada che scende ad Airolo e si preferisce quella che sale sul versante orografico destro della valle. Vi sono ancora 700 metri di strada lungo aperti pascoli con un bel panorama sulla catena alpina sopra Airolo sino a raggiungere nei pressi del tornante della strada un bivio a quota 1695 m. Qui si abbandona la strada e si preferisce il bel sentiero che sale a zig-zag nel bosco, evita dall’alto la grossa frana che precipita in Val Canaria e raggiunge il nucleo di Puntìn (bivio del sentiero a 1900 m) dove si ritrova una strada sterrata che si segue per 620 metri sino a raggiungere Buco di Pontino (1985 m) dove vi è il bivio con la strada principale che più avanti sarà in parte asfaltata.

Da Buco di Pontino vi sono due possibilità per raggiungere il Passo del San Gottardo: la via ufficiale ovvero marcata in bianco – rosso segue tutta la strada in parte asfaltata (pianeggiante ma con alcuni sali – scendi: 4,5 km di strada, + 270 m, - 100 m disl., 1,20 h), passa da Schiena d’Asino, Passo Scimfuss, Alpe Sorescia, Bassa della Sella e raggiunge il passo del San Gottardo.

Vi è poi una via più interessante in quanto percorre la Val Canariscio che è una bella valle alpina e non segue dunque una strada, questo percorso (4,3 km di sentiero, + 530 m, - 350 m disl., 2,10 h), non è marcato in modo ufficiale ma unicamente con dei segni di colore bianco (in ogni caso è marcato bene, cambia solo il colore della pittura).

Descrizione deviazione lungo la Val Canariscio:
Dal cartello indicatore di Buco di Pontino si sale il dosso erboso tenendosi a sinistra del piccolo torrente incanalato grazie ad uno scavo nel terreno, sino raggiungere la parte alta della collina (circa 2070 m), si procede poco sotto il dosso sempre seguendo il torrente incanalato per poi incrociare una pista sterrata che porta al bacino dell’acqua interrato (si vede solo il coperchio). Ora i segni bianchi sono più regolari in quanto il terreno permette di pitturare dei sassi, ci si inoltra nella Val Canariscio, una dolce vallata il cui percorso è dominato dalle pareti dei Poncioni di Pontino, si sale questa conca erbosa sul lato orografico destro tenendo come filo conduttore il Riale di Nelva. Nella parte alta della valle (circa 2360 m) si piega a sinistra (Sud-Est) per salire un breve ma ripido pendio che permette di raggiunge la dorsale erbosa caratterizzata da imponenti ripari valangari e uno spettacolare panorama su tutta l’alta Leventina. Si lascia la dorsale panoramica per seguire un sentiero incavato nel terreno che attraversa i ripidi versanti del Poncione di Löita del Pizzo (2450 m sul quale si trova anche una stazione di rilevamento meteo) e raggiunge la sella a 2430 m circa dalla quale si domina dall’alto la conca artificiale e il laghetto quotato 2336 m costruiti quale contenimento delle valanghe. I ripidi pendii erbosi solcati da un sentierino scavato nel terreno continuano, questa volta lungo i versanti che scendono dallo sperone Sud-Est del Pizzo Canariscio. Questo tratto di percorso è molto spettacolare, infatti l’esile sentierino procede in traverso lungo tutto il versante, poi nella parte finale effettua un paio di tornanti per guadagnare quota e in breve raggiunge la sella a circa 2500 m, dalla quale poco sotto si raggiunge il sentiero bianco – rosso (dalla sella a 2500 m in breve lungo un pendio erboso si può raggiungere la vetta del Pizzo Canarisio a 2526 m).

Dal Pizzo Canariscio si scende la valletta sottostante (tracce di sentiero lungo ampi pascoli) e raggiungere così i bellissimi laghetti degli Ovi (2364 m). Da questi laghetti incastonati nella montagna, lungo un sentiero (500 m, 15 min, non marcato con pittura ma molto evidente) si raggiunge la diga del Sella (2257 m) dove si ritrovano i segni bianco – rosso del sentiero ufficiale. Si attraversa la diga e si segue la strada asfaltata sino al Passo del San Gottardo.