Tappa 5

Capanna Cadlimo – Pizzo Barbarera 2804 m - Passo del San Gottardo

Dalla capanna Cadlimo si segue il sentiero bianco-rosso che scende verso Airolo, lungo vallette e cenge frammiste a rocce si raggiunge la Bocchetta di Cadlimo, da qui il sentiero si dirama zigzagando tra rocce, placche e blocchi sino raggiungere la quota 2411 m, dove vi è un incrocio di 4 sentieri (Cadlimo, Madrano, Val Canaria, Passo Bornengo). Si sceglie il tracciato sempre bianco rosso in direzione Val Canaria, sino raggiungere il pianoro erboso di Pian Bornengo dove su un piccolo ponticello in ferro si attraversa il fiume. Si passa a lato del dosso 2286 m e si incrocia ancora una volta il fiume in prossimità di lisce placche rocciose.

In questo punto si abbandona il sentiero che scende in Val Canaria e si preferisce il percorso bianco-blu che sale sullo stretto dosso erboso costeggiando dall’alto il profondo solco del torrente che scende dal lago di Froda. Sempre lungo vallette di erba frammiste a rocce e placche si raggiunge il bel Lago di Froda (2438 m). Dallo specchio d’acqua si prosegue seguendo il sentiero che porta alla piccola pozza posta a circa 2495 m, qui si piega a sinistra (Sud) risalendo un breve tratto su pietraie che permette di raggiungere una cengia posizionata nel mezzo di lisce placche rocciose. Si segue questa caratteristica cengia che diventa poi un canale detritico sino a guadagnare il filo della dorsale presso la quota 2571 m. (da qui si può anche salire direttamente la cresta Est del Pizzo Barbarera, che attraverso blocchi atletici di 2.o grado, raggiunge la vetta). Da questo punto si attraversa il pianoro (100 metri pianeggianti in direzione Nord-Ovest) sino raggiungere la bretella rocciosa che divide la parte alta da quella bassa della valle, si cammina lungo questo “bordo” che fa da confine tra le pietraie e i dirupi che scendono al lago, sino raggiungere un pendio erboso che sale in cresta. Si risale questa crinale erbosa sino all’ampia sella (2710 m) posta sulla cresta Nord-Est del Pizzo Barbarera. Lungo il pendio Est caratterizzato da una pietraia con ampi blocchi a volta instabili, si raggiunge la vetta del Pizzo Barbarera (2804 m).

Da questo punto bisogna affrontare un tratto di cresta (1,1 km; + 110 m disl.; – 330 m disl.; 1 ora) che è la parte più impegnativa della tappa. Le difficoltà sono di T5 ma grazie alle corde di sicurezza scende a T4+. Non vi sono mai grosse difficoltà tecniche su roccia in arrampicata (si cammina sempre), non vi sono mai passaggi verticali con il vuoto sotto (sono sempre sentierini), si segue una cresta per la maggior parte erbosa solcata da sentierini che si percorrono tranquillamente a piedi (dunque senza l’uso delle mani). La progressione è facile, si procede sempre sul filo della cresta o pochi metri sotto sul versante ticinese, ma questi versanti precipitano in Val Canaria con ripidissimi prati erbosi, dunque la progressione sui sentierini deve essere fatta con cautela, passo sicuro, concentrazione e assenza di vertigini. Per chi ha esperienza ed è abituato a camminare su sentieri esposti non vi è nessun problema e si goderà una traversata stupenda e panoramica, ma chi ha problemi di esposizione e non si sente sicuro su passaggi in cui il sentiero è assai stretto e obbligato, dovrebbe valutare di percorrere la quinta tappa della Via Alta lungo una delle varianti basse.

Dalla vetta si scende la cresta Sud, Sud-Ovest, nei primi metri della cresta bisogna prestare attenzione in quanto vi sono diversi blocchi instabili, dopo circa 50 metri ci si abbassa sul lato Ticino lungo una placca ben appigliata e poco esposta (12 m, corda), questa permette di raggiungere il pendio erboso sottostante che lungo una breve traversa frammista a rocce rotte conduce di nuovo sul filo di cresta. Si segue il filo della facile cresta lungo tracce di sentiero così da raggiungere la prima elevazione a 2727 m. Sempre lungo il filo di cresta in breve si raggiunge la seconda elevazione (2691 m) e si prosegue in cresta ancora per circa 80 metri. A questo punto la cresta sempre erbosa e con evidenti sentierini presenta un tratto roccioso ripido e abbastanza esposto, invece di superare queste rocce si preferisce scendere diritti sul ripido prato versante Ticinese (corda di sicurezza 18 m) per raggiungere il pendio erboso sotto la cresta. Da questo punto una traversa su erba che costeggia le rocce (abbastanza esposto, 20 metri corda di sicurezza) porta ad una sella sulla cresta caratterizzata da roccia e dolomia bianca. Da questa sella si potrebbe seguire il filo della cresta su rocce bianche e dolomia, ma per agevolare il cammino si resta 5 metri sotto il filo di cresta (versante Ticino) e si effettua una traversa lungo erba, tracce di sentiero, e roccette (25 m, corda). Si riguadagna il filo di cresta e si seguono sempre le tracce di sentiero, 90 metri prima della quota 2562 m vi è un piccolo diedro da scendere (3 metri corda, poco esposto), segue poi un breve tratto sul filo un po’ esposto e poi si sale un’ampia cresta – dorsale caratterizzata da grossi blocchi di roccia e placchette molto fessurate che sono divertenti, facili, poco esposte e si salgono bene senza problemi sino raggiungere la terza e ultima elevazione della cresta (2562 m). Si prosegue scendendo la facile cresta di roccia verso l’Unteralppass (che si vede davanti a noi), quando la parte rocciosa della cresta termina si ritrovano i pendii erbosi con tracce di sentiero, a questo punto – 20 metri sotto la quota 2562 m – vi è una traversa su sentierini erbosi che è abbastanza esposta (16 m corda) subito dopo la quale vi è un ultimo passaggio roccioso (muretto di 5 metri, facile, poco esposto, 5 m corda) che porta sul filo di cresta. Da questo punto prima di raggiungere i dolci dossi erbosi che segnano la fine della parte esposta della cresta che collega il Pizzo Barbarera all’Unteralppass, bisogna superare un tratto pianeggiante in parte sulla cresta, in parte sui sentierini lato Ticino, che presenta passaggi un po’ esposti e di equilibrio. Superato questo ultimo tratto ci si sposta lungo ampi pendii erbosi (ideale per una pausa) sino raggiungere i 2574 m del passo (da qui parte un’evidente traccia di sentiero che scende verso la Val Canaria, in ogni caso questa traccia poco sotto il passo sui ripidi pendii erbosi diventa sempre più esile e sparisce. La discesa dall’Unteralppass in Val Canaria, infatti non è semplice e molto ripida). Il passo a 2574 m non è il punto più basso della cresta, bisogna infatti percorrere ancora 200 metri lungo facili pietraie e radi prati per raggiungere la quota 2549 m che è il punto più basso a lato del quale nel pianoro sottostante ci sono dei ruderi di casermette militari. Da questo punto bisogna salire sulla vetta del Giübin: osservando la cresta dal basso preoccupa per la quantità di rocce malferme e pietraie scomode da salire, ma non è che un’impressione. Seguendo il filo della cresta, sempre sul confine che delimita la parete sul versante ticinese (tenere il più possibile il bordo con i versanti che precipitano in Ticino), ci si può gustare una bella salita su tracce erbose frammiste a pietraie e facili paretine rocciose. Poco dopo la metà di questo tratto tra l’Unteralppass e il Giübin vi è una fascia rocciosa molto rotta e ben scalinata, si supera direttamente (si può aggirare anche su scomode pietraie del versante Uri) e poco sotto la vetta vi è un secondo e più breve tratto roccioso che anche qui si può superare direttamente o aggirare sul versante Uri.

Raggiunto l’ometto di cima del Giübin (2776 m) si segue il sentiero bianco rosso che percorre la dorsale Sud-Ovest, poco sotto la vetta passa a lato di una casermetta militare e poi sempre seguendo questa dorsale lungo il camminamento militare (quasi una mulattiera) si raggiunge il passo Posmeda (2569 m) dove la cresta rocciosa lascia il posto ad un tratto pianeggiante ed erboso. Si passa a lato di un’altra casermetta militare (2570 m circa) e poi il sentiero scende lungo pietraie per raggiungere la grande cascina a quota 2522 m. Da questo punto il sentiero bianco rosso segue per 270 metri la strada sterrata che scende sul fondo del lago del Sella, poi imbocca il sentiero che attraversa sopra gli Ovi della Sella, passa dalla quota 2444 m e raggiunge poi la diga del Sella (2257 m). Dalla diga lungo la strada asfaltata chiusa al traffico si raggiunge l’ospizio del Passo del San Gottardo (2091 m).